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Madagascar

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Madagascar

Il Madagascar è un’isola dell’Oceano Indiano, situata nella costa orientale dell’Africa, di fronte al Mozambico. Per gli amanti della natura e degli animali, il Madagascar è un vero paradiso terrestre: l’80% delle specie animali e vegetali presenti nel territorio sono infatti endemiche, ossia esistenti solo in questa zona.Gli esempi più lampanti di specie endemiche sono i lemuri, ma anche le oltre 250 specie di rane, i camaleonti, i baobab e le farfalle. 

Con il termine “malgascio” si indica la lingua, l’etnia e la cittadinanza.All’interno dell’isola coesistono 18 etnie diverse, provenienti dalla zona indonesiana e malese (i Merina), da quella africana (i Bantu), dal mondo arabo (gli Antemoro e gli Antanosy) e dall’Europa, con l’arrivo di portoghesi, francesi ed olandesi. 

Il Madagascar, protettorato francese sin dal 1885, diventò una Repubblica indipendente il 26 giugno 1960, guidata dal primo presidente Philibert Tsiranana.Vari presidenti si susseguono con notevoli difficoltà fino al 17 marzo 2009, quando il leader dell’opposizione, Andry Rajoelina, assedia il palazzo presidenziale insieme all’esercito, effettuando un colpo di stato. Ad oggi, ci si sta avvicinando ad una soluzione, anche se nulla è ancora stato definito.Nota positiva da sottolineare è il fatto che queste tensioni non sono mai sfociate in scontri o lotte armate (se non in rarissimi casi isolati nella capitale, Antananarivo). L’indole pacifica della popolazione e il forte disinteresse verso la politica nazionale da parte dei popoli costieri hanno infatti preservato il turismo ed i turisti, che in tutti questi anni non si sono mai sentiti minacciati dalla situazione di tensione politica.Il Madagascar viene chiamato anche “l’isola rossa”; questo nome deriva dalla netta prevalenza di terreni ferrosi che colorano strade e dintorni di un bellissimo rosso amaranto.Un altopiano centrale, sul quale sorge Antananarivo, divide in due il Madagascar. La parte orientale è caratterizzata da una fitta vegetazione ed il clima piovoso è influenzato dai monsoni. La parte occidentale è invece caratterizzata da un clima arido, con scarse precipitazioni. 

La maggior parte della popolazione è Cristiana, anche se sono tutt’ora diffuse credenze e riti tradizionali dell’antica religione malgascia:

  • Il culto rivolto agli antenati, Razana, consiste nell’invocazione degli avi, dediti a proteggere i vivi da sfortune, disgrazie e malattie. In questi riti propiziatori, obbligatori per l’inizio di attività economiche i per i matrimoni, consistono in danze e balli, accompagnate dal rhum malgascio e, quando le persone se lo possono permettere, dal sacrificio di uno zebù. Sacrificio a parte, queste cerimonie sono molto interessanti da vedere per un turista, soprattutto quelle che interessano i grandi eventi, come il volo inaugurale del primo Boeing 747 di Air Madagascar.
  • I funerali sono differenti da regione a regione, ma sempre spettacolari. Sugli altopiani, la popolazione dei Merina avvolge il defunto in un sudario di seta. Dopo alcuni giorni di visite parentali, esso viene trasportato alla tomba, ma solo dopo averlo accompagnato per l’ultima volta nei luoghi a lui cari. I Mahafaly e gli Antandroy ballano mentre trasportano la bara del defunto. Alcuni zebù vengono sacrificati all’inizio della cerimonia (più il morto era importante, maggiore è il numero di zebù dedicati alla causa) e, dopo alcuni giorni di danze, canti e bevute, la cerimonia si conclude con un grande pasto dove si mangia la carne dei bovini e dove si depongono le corna su un monumento dedicato al defunto.
  • La data del disseppellimento, Famadihana, viene decisa al momento del decesso da un astrologo, un Mpanandro. Questo rito ha luogo anni dopo il decesso e consiste nella riesumazione del corpo e del trasporto dello stesso lungo il villaggio, accompagnato da canti, musica e giochi. Dopo avergli fatto regali ed averlo avvolto in un nuovo sudario, gli si fa fare sette volte il giro della tomba. Terminata la cerimonia, si mangia nuovamente carne di zebù, sacrificati per la causa.
  • Gli stregoni, Ombiasy, sono dei veri e propri sciamani, guaritori e conoscitori delle erbe medicinali. Possono inoltre comunicare coi defunti e comunicare il loro volere ai vivi. È questo il motivo per il quale essi sono persone di assoluta importanza nella vita politica e sociale dei malgasci.
  • Le leggi degli antenati sono composte dai “Fady” e dalla “Fomba”. I Fady sono dei veri e propri tabù che gli antenati impongono ai vivi. A volte sono rivolti ad una persona in particolare, a volte ad un clan, a volte solo a certe categorie di persone. I malgasci quasi mai si offendono se un turista, un vasà, non rispetta questi Fady, anche se è buona norma rispettare tutte le credenze locali. La Fomba è invece un obbligo, spesso derivante da usanze tradizionali. Per evitare la punizione degli avi, tutti i malgasci sono tenuti a rispettare queste leggi. Tra tutte, spicca quella dell’obbligo di versare a terra qualche goccia di rhum prima di poterlo bere.
  • La circoncisione viene effettuata all’avvicinarsi della maggiore età. La cerimonia è molto articolata e collettiva (tutti i ragazzi della stessa fascia di età si circoncidono contemporaneamente) ed assume dimensioni notevoli presso gli Antambahoaka. Nelle loro zone, infatti, la festa di Sambatra viene dedicata a questa cerimonia. Ogni sette anni sono migliaia gli invitati e i festeggiamenti si protraggono per settimane, interrompendo totalmente tutte le attività della comunità. Queste cerimonie non includono i turisti e gli stranieri (vasà). Se si vuole assistere, bisogna sempre chiedere il permesso al presidente del villaggio e rispettare tutte le usanze.

Il Madagascar è suddiviso amministrativamente in Province, Regioni, Distretti e Comuni. Le province sono sei ed ognuna di esse prende il nome dal suo capoluogo:

  1. - Antananarivo con 4.580.000 abitanti
  2. - Antsiranana con 1.188.000 abitanti
  3. - Fianarantsoa con 3.366.000 abitanti
  4. - Mahajanga con 1.733.000 abitanti
  5. - Toamasina con 2.593.000 abitanti
  6. - Toliara (Tulear) con 2.229.000 abitanti

Le regioni sono invece 22 e comprendono 111 distretti. Ogni distretto comprende a sua volta diversi comuni urbani (sono 45 in tutto e si chiamano Firaisana) e comuni rurali (i più poveri di tutto il Madagascar).Oltre che di turismo, il Madagascar vive (o meglio sopravvive) di esportazioni tessili. Altre risorse importanti sono fornite dal commercio di vaniglia, litchi ed oli essenziali.La disponibilità energetica è limitata e nel sottosuolo sono segnalati solo piccoli giacimenti di petrolio e gas naturale. Sono invece tantissimi i minerali estratti; tra di essi, spiccano la graffite, l’oro e le pietre preziose. Colossi stranieri stanno impiantandosi nell’entroterra per iniziare l’estrazione di nickel, del quale il Madagascar sembra essere ricco.
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